Chiuso per sessione estiva

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Foto da Internet

 

Seppure avete saggiamente scelto di non frequentare l’università, alle scuole superiori avrete pur sentito parlare la professoressa della Divina Commedia. Se la risposta è negativa, vi prego, non sentitevi beneficiari del diritto di manifestazione di pensiero sui social. In caso di risposta affermativa, invece, ricorderete sicuramente l’Inferno dantesco. Molto bene, avete ferma l’idea di persone urlanti e deliranti tra le fiamme? Ingrate pene inflitte dalla legge del contrappasso e storie più tristi dell’ultima busta di Queen Maria?

Benissimo, avete ora un’idea, seppur sommaria, di cosa significa  “sessione estiva”.

Intorno a voi regnerà l’Estate, stagione sovrana di serate all’aperto, risate e giornate trascorse con le pacche immerse in acqua, mentre d’entro di voi urlerà l’incubo dell’esame imminente.

Cosa vuol dire studiare d’estate per uno studente universitario?

  1. La città urla 40°, Studio Aperto ha già trasmesso 7 volte il servizio degli anziani nelle fontane, e tu sei lì, a ripetere articoli e procedure, mentre la tua stanza si sta sciogliendo creando una perfetta riproduzione di un quadro di Dalì;
  2. Se le pale del mini ventilatore che hai in camera girassero tanto quanto le tue palle di Natale, allora avresti la possibilità di un minimo di aria fresca;
  3. Accendi i fornelli solo per fare il caffè e solo perché sei convinto che nel divino liquido scuro sia effettivamente nascosta la tua voglia di studiare;
  4. Dalle 11 alle 16 sei tappato in casa: abbassate tutte le serrande, chiusa ogni finestra. Il calore e la luce non sono tuo amici. In confronto Quasimodo, aveva più libertà (e comunque parlava con i gargoyle, quindi aveva anche una vita sociale migliore della tua!)
  5. Provi a distrarti sui social solo per flagellarti il secondo successivo con tutte le foto dei tuoi amici al mare che si godono il loro “Day Off”. Se per cortesia vi organizzate e lo fate tutti insieme ‘sto “Day Off”, salvereste un neurone ad uno studente in sessione!
  6. Gli scazzi rapidi e liberatori con chiunque, che a confronto durante la sindrome premestruale ti sembrava di possedere la calma di Madre Teresa di Calcutta;
  7. Gli appelli alle due del pomeriggio, che dovreste darmi 30 e lode solo per essere arrivata sana e salva in facoltà!
  8. Vivi 23 ore di ansia al giorno per il prossimo esame e l’ora rimanente dedicarla a farti venire l’ansia da prestazione per la prova costume;
  9. Trascorri giornate talmente miserabili e inutili che un’improvvisa folata di vento, ti appare come la gioia più grande che la vita potesse mai darti!
  10. I messaggi vocali di 10min non li mandi a Tommaso Paradiso per dirgli quanto sei felice, ma alla tua compagna di corso per condividere con lei il tuo completo “affossamento nella merda” per il prossimo appello;
  11. Il giorno prima dell’esame controlli se ci sono offerte vantaggiose per il giorno successivo per volare in Messico!
  12. L’unica attività fisica che fai è la danza della pioggia ogni pomeriggio e il ballo del vento la sera per invocare un refrigerio notturno, che non arriverà;
  13. Il refrigerio no, ma le zanzare sì, che tu succhiano via l’ultima cellula di energia che avevi, tutto quello che hai studiato nella giornata e tu lì, impassibile, le lasci fare sperando che finiscano il loro lavoro trasformandoti in Bella Cullen;
  14. Ti svegli all’alba solo perché è l’unico momento in cui c’è aria fresca. Cosa che non si può dire invece della tua mente che sarà effettivamente fresca solo quando farai il primo tuffo al mare!
  15. Milioni di docce al giorno per dar sollievo.
    Docce dalle quali uscirai perfettamente asciutta, come dall’acqua di Lourdes.
  16. Riempi accuratamente una bacinella d’acqua fredda da adagiare con delicatezza sotto la scrivania solo per fingere di essere con i piedi in acqua!
  17. Hai trascorso autunno, inverno e primavera a frequentare bar ed eventi,  e non è successo mai nulla. Appena imposti la modalità “Scusa, ma sono in sessione!” organizzeranno i più grandi eventi della storia. Vero Beyonce?
  18. Negli attimi in cui il tuo umore balenante ti dirà “Vaffanculo, esci stasera, vai a fare un aperitivo!” ti ci vorranno almeno tre ore per renderti presentabile in pubblico;
  19. Appena fuori casa, nel tuo ristretto approccio con il mondo tutti ti faranno notare la tua abbronzatura da dama bianca del ‘700 con una simpaticissima domanda:
    “Oh, ma a mare non vai?”. Per la risposta rivedi punto 6.
  20. Prepari l’ultimo esame con la potenza di Wonder Woman e la tranquillità di Gandhi, ripetendoti “tanto è l’ultimo, sticazzi di come va…dopo sono in vacanza!” Ecco, il senso del dovere insieme al senso di colpa e l’ansia torneranno a farvi visita il 15 agosto ricordandovi dell’appello di settembre.

Ma, alla fine, arriverà l’ultimo giorno della sessione e tu sarai finalmente in vacanza!
Tornerai a casa, saluterai la nonna che ti renderà tutto il cibo cotto che non hai visto in questi mesi, andrai al mare, ritroverai i tuoi amici che sono lì a lavorare e ti diranno:

“Ah beata te che studi! Ma quanto sei bianca, a mare non vai?”

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