Il romanticismo dei viaggi incerti

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Quando ho simpaticamente vissuto questo “maiunagioia”, ancora non era approdato sul panorama ferroviario il rosso fiammante di Italo quindi, la “scelta”del treno era, per forze di cose, imposta. In ricordo di un male (non del tutto) superato, vi ripropongo un bestseller ora che ci avviciniamo alle vacanze e alla ricerca del treno per tornare a casa!

Ogni tanto capita a noi fuorisede, di dovere (o di volere), tornare a casa!
Già siete lì con una faccia imbambolata e sorridente a pensare ai banchetti reali che vi preparerà vostra nonna ritrovandovi immancabilmente sciupati, al calore del focolare domestico, all’allegro ricongiungersi con vecchie compagnie, ma prima…un’ombra ti scurisce il volte e un vecchio, ormai noto, incubo, torna a trovarvi, impadronendosi di ogni tuo nervo scoperto: per poter tornare nel luogo natio, devi prenotare il biglietto del treno con “Trenitalia”!

Con Trenitalia perdi in partenza: è inutile provare a prenotare settimane, mesi, anni prima per cercare di trovare uno straccio di biglietto conveniente o almeno un orario cristiano per arrivare in stazione, no. Con Trenitalia tu fingi di “scegliere”, loro lo hanno già fatto per te.

Inutile girarci attorno, il pezzo forte delle Ferrovie dello Stato, è il disagio. E no, non ne vogliono sapere di migliorare, anzi, trovano sempre un modo per “fare peggio”, per farsi mandare a benedire da tutta Italia.
E proprio perché sono attivi nella campagna “peggioriamoci”, hanno rifatto il sito a loro immagine e somiglianza aggiungendo una cosa bastarda (e pure infame) che prima mancava: ora, nelle soluzioni di viaggio, scompaiono magicamente alcuni risultati, naturalmente riguardanti le soluzioni più economiche.

Voi mi dovete spiegare perché dovete farvi odiare per forza!?
Perché dovete rendere il momento della prenotazione, un’occasione di ripasso delle bestemmie più in voga!?

Quando, grossomodo 8ore dopo, sei riuscito a prenotare il tuo biglietto pensi, illuso, che il peggio sia passato. Ma se lo sanno tutti che il momento che conta non è raggiungere la meta, ma il viaggio!
E Trenitalia ci tiene a farti ricordare il viaggio!

Appena metti piede sul mezzo in questione sai già che:

  1. Il tuo posto sarà occupato da qualcuno che ti chiederà di sedersi al suo di posto, tanto non cambia niente. Il suo posto è a due carrozze di distanza:
  2. Non potrai andare al bagno per alto rischio contagio di patologie psico-infettive ancora sconosciute;
  3. Farei l’intero viaggio guardando con ansia l’enorme valigia posizionata in bilico sopra di te;
  4. Troverai la signora che sta andando a fare il controllo dai medici del nord, che ti racconterà tutta la sua vita;
  5. Il controllore passerà nell’esatto momento in cui ti eri “appapagnato”;
  6. Il controllore si crede il “Padreterno”, ma se azzardi una lamentela ti guarderà con sufficienza e dirà: “Non sono mica il proprietario! Io qui, ci lavoro soltanto!”;
  7. Il treno arriverà in ritardo. Ma non un ritardo tale da poterti illudere di chiedere il rimborso;
  8. Anche se stai morendo di fame, non potrai prendere nulla dal “carrello”, perché hai dimenticato a casa il libretto degli assegni e di prelevare alla Gringott;
  9. A Napoli saliranno i venditori ambulanti accompagnati dalle solite critiche dei signorotti: “Non li dovrebbero nemmeno far salire! Non sta bene!”, “Loro lo pagano il biglietto?”;
  10. Quando sentirai la frase “Grazie per aver scelto Trenitalia”, imprecherai;
  11. Se la destinazione è Salerno, ti lasceranno talmente lontano dalla stazione, che ti conviene dare appuntamento a Battipaglia;
  12. Scenderai parlando da solo e dicendo : “Questa è l’ultima volta che prendo un treno!”

Ma poi, nel bel mezzo del tuo monologo contro le Ferrovie dello Stato, sentirai quell’adorabile vocina registrata: “Ci scusiamo per il disagio”, e ti si apre il cuore!
Come fai ad odiarla? Come fai a lamentarti di chi, con cura, ti ha riaccompagnato a casa?
Trenitalia ti regala l’incertezza, il brivido dell’avventura!
Trenitalia non vuole migliorare, vuole continuare a fare ritardi, continuare ad offrirci cessi orripilanti per farti vivere l’esperienza del lerciume di una vacanza esotica; non vuole annoiarci con una partenza ed un arrivo scontati, prevedibili.
Trenitalia non crea disagio, crea occasioni, il piacere di viaggi incerti, di storie che si intrecciano su quei pavimenti “azzeccosi”, la gioia della condivisione del pranzo con il tizio strano che ti si è seduto vicino, il senso di utilità delle chiacchiere a vuoto, il piacere di un vescica che sta scoppiando in un viaggio interminabile…

Non importa se uscendo da quel treno, sentirete di aver perso dieci anni, basta lamentele!
Ringraziate le Ferrovie dello Stato e, la prossima volta, ricordate di pronunciare le giuste parole che merita l’adorato servizio dei pendolari:
“Grazie Signore, anche stavolta sono arrivato sano e salvo!”

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