Manuale d’istruzioni per l’Albero di Natale

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Tanto quanto la zeppola è la regina della tavola delle feste, l’albero è il re indiscusso dell’ingombro in salotto durante questi Santi Giorni. Dopo l’Immacolata, in ogni casa, iniziano ad affacciarsi nuovamente questi grandi abeti. Il mio, da spoglio, sembra guardarmi divertito e dirmi solo una cosa:

“Voglio proprio vedere se quest’anno hai imparato a mettere le luci!”

Ogni anno srotolo una matassa di lucine e, a mo’ di ballerina ritmica con il suo nastro, giro attorno all’albero cercando di coprire ogni ramo, ogni punto e di creare qualcosa di omogeneo e carino. Finito.

Attacco la spina: mezza fila di luci non funziona.

Scendi in piazza da Attilio e compra un’altra serie di luci, provala e portala a casa.

Ricomincia il lavoro certosino, passa di ramo in ramo, fino a raggiungere la punta. Accendi tutto.

“No, ma ne hai messa una serie sola?! Ce ne vogliono due…guarda, è brutto!”

Intervento di mia madre numero uno.

Riscendi da Attilio, compra un’altra serie, verifica che si accendi tutta e, con la gioia del Natale che ti accompagna di gradino in gradino, portala a casa.

Togli la prima serie e ricomincia da capo.

Prendi tra le mani la prima serie e avvolgila attorno all’albero fino a metà.

Prendi la seconda ed esegui lo stesso procedimento sulla metà superiore.

Nel frattempo anche mia nonna è entrata a vedere il grande miracolo che si sta compiendo nel salotto.

Al suo arrivo, risulto arrotolata nella seconda serie di luci e la sento dire “Ah Cinzia, hai già preso il cotechino per Capodanno?!”

Non mi arrendo.

Ho quasi concluso con la parte superiore e mi rendo conto di avere ancora buona parte di filo da utilizzare. Lo arrotolo alla buona attorno alla punta dell’albero.

E’ risaputo che l’attenzione di tutti cadrà sul puntale, è bene che sia la parte più luminosa.

Collego le spine e accendo le luci dell’albero e spengo quelle del salotto per creare l’effetto “Tadàà!”

“Si, ma la prima non va a tempo con la seconda, cerca di farle andare insieme!”

Intervento di mia madre numero due.

Inizi a giocare con l’unico infame pulsantino di entrambe le serie cercando la combinazione che le faccia andare all’unisono. Tutto deve essere perfetto per il Santo Natale.

Il peggio è passato, ora mancano solo le palle.

Fortunatamente abbiamo quelle grosse quanto la testa del vostro cugino più piccolo e, quindi, non c’è bisogno di riempire tutto l’albero e, canticchiando “All I Want for Christmas is You”, con l’acuto finale della canzone, poni anche l’ultima palla sul ramo più alto. Sorridendo ti giri verso i parenti. Soddisfatta.

“Ma hai finito? Guarda in quell’angolo in basso, non c’è manco una palla!”

Intervento di mia madre numero tre.

Ti allontani dal capolavoro per osservarlo meglio. Valuti bene la densità delle palline su ogni ramo e, scoperte un paio di palline intruse, le sposti nell’angolo tanto caro a tua madre.

Manca solo il puntale.

Mio padre, quello alto della famiglia, arriva stringendo tra le mani un elegantissimo puntale rosso e dorato che richiama i colori dell’intero albero e, con solennità, lo pone sulla cima del capolavoro.

“Ecco qua!”

Ma ecco qua…che cosa?!

E’ storto, pende da un lato. Non va bene! E’ troppo piccolo!

Mentre mio padre e gli altri componenti della famiglia cercano di raddrizzare il puntale, con la coda dell’occhio scorgo mia madre che ancora sposta palle!

Non ti puoi distrarre un attimo!

Alla fine, prima che mia mamma smonti ore e ore di lavoro, si decide per togliere del tutto il puntale e incrementare le lucine sulla punta. Va bene così.

Anche questo Natale è salvo.

Ora tutti i parenti sono lì con occhi gioiosi a godere della luce scintillante dell’albero di Natale.

Tutti stanno già pensando ai regali che ci saranno nascosti sotto i suoi rami, alle risate durante la cena, alle cinture dei pantaloni che chiederanno pietà già dal 24 sera; alla calata della stella, alla nascita di Gesù Bambino, ai botti e agli auguri.

Solo un cervello è scollegato dai pensieri degli altri. Quello di mia madre:

“Poi voglio vedere chi lo leva st’Albero!”

(Su richiesta verranno organizzate visite guidate al mio albero di Natale)

 

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