Il mio nome è Beatrix Kiddo

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Ok, molto probabilmente finirò col parlare contro l’intera categoria femminile, ma mi sento in dovere di spezzare una lancia a favore di tutti quei maschietti che inorridiscono e sbiancano come lenzuola inamidate, di fronte alle donne che si trovano “in quel periodo del mese”.
RAGAZZE, HANNO RAGIONE!
E’ inutile che ora state lì a far capo alla biologia, all’anatomia e a chissà quale divina scienza medica: se fosse dipeso da noi, nessuna si sarebbe sottoposta ad un simile calvario mensile!
Tutte, e dico TUTTE, ricordano la loro prima apparizione, meglio del primo bacio.
Attimi di panico, occhi che fuoriuscivano dalle orbite e urla che cozzavano col sorriso ebete e gli occhioni luccicanti delle vostre mamme che, mentre voi eravate già piombate sul telefono pronte a chiamare il 118, loro, con la voce orgogliosa e rotta dal pianto, vi dicevano gioiose:
“Non ti preoccupare tesoro, sei diventata signorina!”
E mentre tu eri ancora lì a cercare di capire perché tua madre sorrideva felice mentre tu rischiavi di morire dissanguata, partiva un corso di anatomia intensiva e la gioiosa scoperta che, “quelle cose”, si paleseranno ogni mese! Le fortune!
Con il passare degli anni la donzella, si abituerà a “quelle cose” e diventerà una precisa calcolatrice, sempre con il calendario alla mano, sempre intenta a contare senza mai capire effettivamente come vada fatto ‘sto calcolo!
Ma fosse solo questo il problema, sarebbe niente.
Il “fatto” è caratterizzato da diverse fasi (che potrebbero anche avvenire tutte contemporaneamente!)

“Datemi un martello!” (Cit. donna in fase premestruale):
Trasformazione, senza necessario bisogno di cambio d’abito, ne “La sposa di Kill Bill”. Non ci sono validi motivi per essere così nervosa, ma tu lo sei. Hai già aperto l’armadio e tirato fuori la tua arma preferita e ora giri per la città tagliando teste e cantando “Bruci la città”. Se il tizio davanti a te impiega cinque secondi per salire sul bus, invece di tre…zac, testa mozzata.
Diventiamo tutte Super Saiyan, pronte a combattere questo stupido mondo di teste di cavolo (mamma dice che sono una signorina!) che, manco a farlo apposta, diventa più demente proprio in quei cinque giorni. Se non erro (e in quei giorni, provate solo a dirmi “che erro!”) dovrebbe esserci un diritto costituzionalmente garantito che ci consente di prendere liberamente a calci le persone in quei giorni, naturalmente senza fare distinzioni di razza, sesso o religione.
D’altra parte, ognuno nella sua vita deve fare quello che gli consente di stare effettivamente bene. Se in quel momento mi fa stare bene prendervi a capate, non capisco perché dovrei astenermi dal farlo!

“Voglio vivere in una farmacia!” (Cit. donna colpita dal dolore):
Questa parte, è soggettiva; ognuno ha il suo “tipico dolore mestruale”, che può partire dal semplice mal di pancia, mal di testa, debolezza…fino al dolore alle doppie punte.
Tutti, comunque, giustificabilissimi.
La vedi lì, la donna, inerme, sconfitta dal dolore, ritorcersi sul letto con borse d’acqua calda ed in mano carta e penna per fare testamento. Nessuno può capirla in quel momento. Nessuno ha il suo stesso dolore. Nessuno ce l’ha forte come il suo. Nessuno! L’unico essere di sesso maschile che potrebbe capirle, è Kekko dei Modà, perché uno che canta in quel modo e si lascia andare a simili urla di dolore, avrà sicuramente sperimentato sulla propria pelle il potere/dolore del ciclo.
Lei combatte, perché la donna è guerriera, ma sa già come andrà a finire: si solleverà dal giaciglio portandosi, non facilmente, verso il cassetto dei medicinali senza riuscire a raggiungerlo. E voi, tristi spettatori di questo spettacolo degradante, vedrete la donna muovere le labbra senza capire esattamente cosa dice, se non tre distinguibili lettere: “O-K-I-“!

Una lacrima sul viso. La sensibilità:
Ora voi direte, ma se la donna stava tagliando teste, come può ora piangere!?
E’ POSSIBILE.
Siamo il miglior esempio delle lacrime di coccodrillo.
E’ la parte che più odio, essere sensibile, emozionarmi, piangere…PUAH! Roba da femminucce!
Tu sei lì, in un momento apparentemente normale della tua convivenza con il ciclo; il dolore è diminuito (sia benedetta l’OKI!), il nervosismo si è saziato e un minimo di sei teste dominano la parete dietro il vostro televisore, lì, a guardare un film rannicchiate nella coperta con faccia stanca e poi…eccole, le lacrime. Sul finale del film le senti scendere, calde, incontrollabile. Inizi a sentire i singhiozzi, i tuoi singhiozzi, sugli ultimi fotogrammi del film. Sul finale di Avatar.

“Vai in vacanza? Veniamo anche noi!” (Cit. il tuo ciclo)
Ogni calcolo con testa china alla Leopardi sul vostro calendario, risulterà vano.
Se hai organizzato una vacanza in un paese tropicale in pieno inverno, esattamente da 10 al 20 perché in quel periodo non avresti avuto rogne, non ti preoccupare, non partirai sola! Il ciclo verrà con te! Farà il volo con te per poi palesarsi esattamente quando arrivi in albergo a fare la pipì che avevi trattenuto per tutto il viaggio. Sarà lì ad aspettarti pronto con un simpatico: “Sorpresa!”

“Compro anche il barattolo da 2Kg di nutella, due confezioni di Viennetta, un prosciutto, 20kg di patate, due liocorni e sei pacchi di Pan di Stelle! Sa’, ho un po’ fame!” (Cit. donna al supermercato)
Magari questa non colpisce tutte, e beate voi! Io, se fosse glassato al cioccolato, mangerei anche un ippopotamo! Tutto quello che mangio “in quei giorni” potrebbe sfamare l’Africa due volte! Mi convinco, inoltre, che se pensandomi sulla bilancia mi ritrovassi un chilo di troppo, la colpa è solo ed esclusivamente del ciclo, non di tutto quello che mi sono mangiata nei giorni precedenti e durante!
Perché è una fase pesante nella vita di una donna e, quindi, pesa anche sulla bilancia!
Si, lo so, è una cazzata, ma io ho fame!
E quando ho fame dico le cazzate, e anche quando ho il ciclo.
Non contradditemi, altrimenti, tornate al punto 1.

In tutto questo casino, mentre vi siete trasformate nella sposa di Kill Bill, tagliato teste con la precisione della Regina di Cuori, pianto ascoltando una canzone di Gigi D’Alessio, svuotato la dispensa, il frigorifero ed il congelatore, l’uomo, quell’ameba che vi guarda inorridito, si lui, ha capito poco e niente di questo incredibile mistero che riguarda il mondo femminile. Vittima inerme di ciò che accade alla donna, viene esposto ad eventi che non dimostrano alcuna pietà nei suoi confronti, senza saperne l’effettivo motivo. Bersaglio preferito della donna, pronto a sentirsi rinfacciata tutta la Creazione, alternando frasi come “Tu che ne vuoi sapere!” a “Scusami, non volevo! E’ un brutto periodo!”
Ragazze, i maschietti, vanno avvisati!
E’ giusto, secondo me, girare in quei giorni con un cartello, una targhetta, un segnale luminoso che avvisi il malcapitato della bomba ad orologeria che si nasconde dentro quella donna.
Sia per lui, ma, soprattutto, per noi…magari in quei cinque giorni, rompono di meno!

Ma comunque, ragazzuole, non posso concludere dicendo “Alla fine il ciclo è bello” perché, almeno per me, è ancora un evento traumatico!
Ma, se sanguiniamo per cinque giorni senza morire, non possono dirci che non siamo Wonder Woman!

2 Comments

  1. Ahahahahahah brava brava brava 👏🏻 mai post più azzeccato, soprattutto per me che sto nel pieno di quei famosi 5 maledetti in cui davvero tutto dovrebbe essere concesso!!!!!
    E poi, anche io come te, LE HO TUTTEEEEE (fame e nervosismo in primis 😂😂😂😂)

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