Niente più auto sull’Appia Antica

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“Ti porto sull’Appia Antica, anche se gireremo a vuoto per un bel po’, potrai comunque dire di essere stata in macchina in uno dei posti più belli di Roma!”

Ho conosciuto Nicola grazie ad un “like” su Instagram, prima di scoprire di avere in comune un’amica, la passione per la musica e per il cibo. Fonico per OfficineZero con il sapiente movimento delle sue levette sono stati registrati i Joe Victor, le chitarre di “Riccione”dei TheGiornalisti e ora ha in attivo un lavoro con Scarda per la colonna sonora di “Smetto quando voglio- Ad Honorem”. Lavoro a parte, suona il basso, canta qualsiasi cosa ed è sempre disponibile per chiacchierate ore birra (logicamente le birre le portate voi!) . Ah, ha promesso di portarmi al concerto di Cristina D’Avena!

Perché mi hai detto di si?
Boh, mi andava di fare una passeggiata sull’Appia Antica!

Perché proprio questo posto?
Sono molto affascinato dall’Appia Antica, perché ho come questa sensazione di entrare nel passato. Ci sono dei punti dove ti guardi attorno e non vedi nulla che ti faccia intuire di essere nel 2017. Potresti essere in un anno qualunque. In generale, mi piace l’idea del fluire del tempo: il fatto che, su questa stessa strada, ci siano passati milioni di persone qui e noi siamo solo due di quelle persone che hanno percorso questa strada.

Quale musica assoceresti a questo posto?
Così alla sprovvista? Probabilmente qualcosa di Country, che non centra niente, però sì.
“Take Me Home, Country Roads”.

Il concerto più bello?
Paul McCartney nel pubbetto in California, l’anno scorso. Io ero lì  per vedere questo Festival dove c’erano il primo giorno i Rolling Stones e Bob Dylan, il secondo Neil Young e il terzo Roger Waters. Ero lì con un’amica e, il giorno prima, abbiamo pensato di partire con largo anticipo così potevamo fermarci nel primo posto carino in mezzo al deserto e, mentre eravamo in strada, Paul McCartney ha annunciato un secret in un pub, gratis per i primi 200 arrivati. Siccome ero già sulla strada, sono arrivato tra i primi venti e quindi ero a due passi da lui e…ho pianto tutto il tempo!
Un’emozione unica!

Il concerto che consiglieresti a tutti di vedere?
A parte Paul McCarteney, Springsteen. Anche se non hai ascoltato nemmeno una sua canzone, vai al concerto e lui riesce a portarti nel suo mondo, ti fa sentire come se stesse suonando a casa tua e che quella, è l’unica cosa che gli va di fare per le prossime quattro ore lì per te…e altre migliaia di persone. Difficile da spiegare, ma ne vale sul serio la pena.

Con chi non vorresti suonare?
Con gli U2. Bono Vox mi sta antipaticissimo.

In una frase chi è Nicola D’Amati?
Faccio il fonico, sono un coglione e bevo le birre. Sono un coglione forse no, cioè sì, ma non lo direi nella prima frase.

Se non avessi fatto il fonico, chi saresti?
Forse un avvocato, ho mollato quella strada per un’altra…! O un critico musicale, non lo so! Da bambino volevo fare l’inventore, poi l’avvocato, poi il fonico, poi boh!

Quando ti sei avvicinato per la prima volta a mixer e cavi?
L’idea della fonia mi è venuta quando ero giovinetto, avevo 15 anni più o meno. Subito dopo l’esplosione della passione per i Beatles, dopo aver scoperto che Paul McCartney registrava un bel po’ di cose da solo, ho pensato di farlo anche io! Ho iniziato a “sperimentare” grazie al Karaoke di mia sorella che ti dava la possibilità di copiare una cassetta e poi di aggiungere uno strumento ogni volta che copiavi. Ovviamente tutto era estremamente amatoriale e il sistema era sbagliato perché, un po’ alla volta, più aggiungevi, più si cancellavano le parti precedenti, però…!

Di preciso (a parte 1,2,3 prova) cosa fa un fonico?
“SA-SA!” E’ meglio perché senti le “S”!
Muove le levette finché il suo orecchio non trova gradevole quello che sta sentendo, più o meno. Metti i microfoni, trovi la posizione migliore, a seconda del posto dove ti trovi, cerchi di prendere e far risultare il suono più pulito possibile, poi pensi a come renderlo più bello, più interessante. Dal vivo cerchi innanzitutto di limitare i danni e di soddisfare cantanti, pubblico, e l’orecchio tuo!

Quali sono gli artisti che ti hanno colpito per come lavoravano in studio?
E’ bravo in studio il musicista.
Sto finendo il disco con questo cantautore calabrese, Scarda e mi piace molto come lavora lui perché è partito con delle idee, di arrangiamento, di suono e, ma man mano che gli facevo proposte, è stato bravo a lavorarci su così è venuta fuori una cosa carina! E poi ha una voce molto fica!

La tua serata ideale?
Falò in spiaggia, chitarre e birra.

A cosa non puoi resistere?
Al latte condensato. C’è questa storia di quanto io fossi un bambino orribile a rubare latte condensato a mia sorella d 7 mesi. Lo finivo tutto e poi richiudevo il barattolino con la colla, come se nulla fosse successo.

La storia più bella che hai da raccontare?
Grazie ad una mia amica americana, ho lavorato per un po’ in uno studio in New Jersey. Un bel giorno, stavo andando a fare la spesa e nel parcheggio noto un tipo, guardo meglio e penso “Ma quello mi sembra Springsteen…” e infatti era proprio lui! Gli faccio cenno, lui era al telefono e mi dice di aspettare. Poi vede che la telefonata va per le lunghe, la interrompe e mi fa “Ehy what’s up?” io gli chiedo la foto…e quindi sì, ho una foto con Springsteen sorridente nel parcheggio del supermercato!

Il tuo “maiunagioia” più grande?
Io ho sempre gioie, sono pieno di gioie!
Tendo a prendere le cose positivamente, certo, ho avuto qualche delusione di lavoro, ma tendo a ridimensionare le cose che mi vanno male.

La cosa più strana che hai fatto in questa città?
Fermare le macchine sull’Appia Antica vale? Un pomeriggio, mentre passeggiavo così, tranquillo e beato, tutte le macchine che passavano le fermavo con un: “Oh, vai piano! Non ci dovresti passare qui!”

Una cosa che ancora non hai fatto, ma che vorresti fare?
Bruciare quelli che vanno con le macchine sull’Appia Antica. STO SCHERZANDO!
Suonare a Wembley.

Se dovessi vivere in un’altra città, dove vivresti?
Londra, senza neanche pensarci. Italiana? La città che odio di più, Milano, che però, probabilmente è l’unica nella quale potrei vivere fuori da Roma.

Dammi il primo consiglio che ti passa per la testa!
Fai una vacanza a Liverpool!

Cosa farai finita l’intervista?
Faccio dell’altro Instagram!

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